Occorre

E non capire quanto
abbattuti dal
vento
bisogni
attendere la
dura pioggia che
cade e
infradiciarsi in
lotta con le
ossa
traballanti

E non capire perché
da
rialzati si
veda troppo e
quel tanto è
abbastanza per
scivolare ancora nel
fiume di
gennaio

E poi capire che potrà
quando o quando mai
tornare caldo

E forse dichiarare
il vento e la pioggia
i compagni di passo

Occorre

gene

Postilla
Il nostro compito al mondo non è di avere successo, ma di continuare a fallire con spirito allegro
Robert Louis Stevenson

Merluz Vogn – Trailer #1

(…) Una volta andai dietro alla nona che voleva telefonare alla Besava, che stava in una casa troppo a sud per i suoi passi. Staccò la cornetta nera e infilò il dito nel volantino cifrato dall’uno allo zero. Compose. Ascoltai il suono del volantino cha andava e tornava in posizione appena levato il dito. Ziteldeeeeee (era il 6) – zitelde (1). E poi altri tre zitelde di lunghezza variabile. La nona attese concentrata, giocherellando col cavo attorcigliato. Non rispose nessuno, forse la Besava digeriva nel sonno col suo stomaco vecchissimo. Appese e uscimmo.
A sera tarda e di nascosto, prima di salire nella stanza dello zio, composi il numero di casa nostra. Ziteldeeeeee – zitelde – ziteldee – ziteldeeeee – ziteldeee (61253). Non attesi il tut, era solo per provare, e tanto non c’era nessuno.
Il telefono non serve a niente. (…)

Giorgio Genetelli – Maggio 2020 – Gabriele Capelli Editore

Merluz Vogn – maggio 2020

Sul fondo della piroga giacevano lancia, arco e frecce. Schivava scogli e macigni con inconsapevole destrezza, si abbassava ai rami delle fronde, scalciava pesci risalenti. A ogni mossa, Nugru Biuvete trasaliva e Coreisge Lusente auspicava. Quando non lo videro più, tramontato oltre la spuma del Potomac, discesero la riva sassosa con il cuore in gola, piume e fumo al vento di luglio.

Merluz Vogn è la cronaca, sognata e reale, di un’estate randagia alle soglie dell’adolescenza, in un Ticino presente e irrimediabilmente perduto nella “corrente del tempo”. Una realtà in cui il paese si fa “mondo” e dove il confine sfuma nell’epopea da fumetto.
Figure surreali e leggende da osteria fanno da cornice alle avventure di un paio di amici, immaginate per “sbaragliare” le giornate estive, e lenire l’ingombrante assenza di una madre.
Con Merluz Vogn Giorgio Genetelli rivisita luoghi e atmosfere della sua opera prima (Il becaària), e ci offre un romanzo post-dialettale da cui la nostalgia è volutamente bandita.

GabrieleCapelliEditore
Giorgio Genetelli
Merluz Vogn
Romanzo
15×21 cm, 112 pp,
ISBN 978-88-97308-89-8
Euro 16,00