#SenzaCanetti – 5 anni di Balle

L’anima popolare e sociale di Locarno mutilata e tradita. Cinque anni SenzaCanetti.
Erano giorni di grandi sogni/eran vere anche le utopie, dice Vasco. Certo. E il Canetti sperava ancora di resistere alla chiusura sancita già nel 2012 e poi posticipata tra promesse di nuovo e rispettoso. Nel 2014 il municipio di Locarno, adorante ai piedi dell’imprenditore iraniano Rahim Houshmand, ignorò le 6388 (!) firme raccolte in una petizione senza nemmeno dare una risposta e decretò la chiusura dello storico locale, promettendone la rinascita con parole vuote e progetti fasulli. “Nulla sarà come prima” era lo slogan della resistenza piegata. Cinque anni dopo, il Canetti è ancora lì, abbandonato vuoto e sommerso di erbacce altissime che sopravanzano la palizzata eretta per coprire lo sguardo allo scempio che avanza nell’inanità: tutto come prima, ma morto. Nel cuore della città votata al turismo.
Il Corriere del Ticino scrisse in quei giorni del 2014: “Ora dunque la chiusura definitiva e nei primi mesi del nuovo anno l’avvio del cantiere da 17 milioni di franchi per la realizzazione di 45 appartamenti per anziani autosufficienti e, al pian terreno, diverse attività tra cui – appunto – anche una nuova osteria”.
Queste si chiamano “Balle”, delle quali nessuno ha ancora dato conto.
Nel frattempo il Walter, che gestiva il Canetti e si era mosso in prima fila per salvarlo, è morto di crepacuore e la sindaca Carla Speziali, fautrice dell’accordo con l’iraniano e sua legale, si è dimessa dalla sua carica pubblica (da avvocato no). I SenzaCanetti vagano in quel che resta dell’anima popolare della città, tra divieti e orari monchi, districandosi tra luci artificiali dei grandi eventi e delle grandezze d’argilla.
Verrebbe voglia di sfondare la palizzata, tagliare la foresta che ha invaso il patio e occuparlo a suon di birre e canti, tanto per vedere l’effetto che fa.

gene

Postilla
E cosa conta chi perdeva
Le regole sono così
È la vita ed è ora che cresci
Devi prenderla così

Vasco

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Autore: libertario2016

Scrittore, giornalista, blogger. giorgiogene@bluewin.ch

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