Ogni donna

libertario2016

Ogni donna è una strega, ogni era ne ha bruciato il mistero, ogni uomo tenta di donnasopraffarne l’incanto.
Ogni donna ama e ferisce, culla e lenisce.
Ogni donna è lapidata per il suo bene e per il suo peccato.
Ogni donna è prigioniera, si ribella, si libera, è offesa e offende.
Ogni donna ha occhi che brillano e dardeggiano, lastre di cielo e lingue di fuoco.
Ogni donna ha una figlia che diverrà madre senza smettere di essere figlia.
Ogni donna siede nel silenzio in cui è costretta.
Ogni donna è permeata d’incoscienza come sola opposizione alla coscienza corrotta dell’uomo.
Ogni donna vuole essere uomo, per uccidersi un istante.
Ogni donna disperde bellezza nella vana rivalsa.
Ogni donna ama come se fosse ultima o per sempre.
Ogni donna abbandona dopo essere abbandonata.
Ogni donna abbandona prima di essere abbandonata.
Ogni donna sogna un mondo migliore, ma s’inchina al peggiore.
Ogni…

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#SenzaCanetti – 5 anni di Balle

L’anima popolare e sociale di Locarno mutilata e tradita. Cinque anni SenzaCanetti.
Erano giorni di grandi sogni/eran vere anche le utopie, dice Vasco. Certo. E il Canetti sperava ancora di resistere alla chiusura sancita già nel 2012 e poi posticipata tra promesse di nuovo e rispettoso. Nel 2014 il municipio di Locarno, adorante ai piedi dell’imprenditore iraniano Rahim Houshmand, ignorò le 6388 (!) firme raccolte in una petizione senza nemmeno dare una risposta e decretò la chiusura dello storico locale, promettendone la rinascita con parole vuote e progetti fasulli. “Nulla sarà come prima” era lo slogan della resistenza piegata. Cinque anni dopo, il Canetti è ancora lì, abbandonato vuoto e sommerso di erbacce altissime che sopravanzano la palizzata eretta per coprire lo sguardo allo scempio che avanza nell’inanità: tutto come prima, ma morto. Nel cuore della città votata al turismo.
Il Corriere del Ticino scrisse in quei giorni del 2014: “Ora dunque la chiusura definitiva e nei primi mesi del nuovo anno l’avvio del cantiere da 17 milioni di franchi per la realizzazione di 45 appartamenti per anziani autosufficienti e, al pian terreno, diverse attività tra cui – appunto – anche una nuova osteria”.
Queste si chiamano “Balle”, delle quali nessuno ha ancora dato conto.
Nel frattempo il Walter, che gestiva il Canetti e si era mosso in prima fila per salvarlo, è morto di crepacuore e la sindaca Carla Speziali, fautrice dell’accordo con l’iraniano e sua legale, si è dimessa dalla sua carica pubblica (da avvocato no). I SenzaCanetti vagano in quel che resta dell’anima popolare della città, tra divieti e orari monchi, districandosi tra luci artificiali dei grandi eventi e delle grandezze d’argilla.
Verrebbe voglia di sfondare la palizzata, tagliare la foresta che ha invaso il patio e occuparlo a suon di birre e canti, tanto per vedere l’effetto che fa.

gene

Postilla
E cosa conta chi perdeva
Le regole sono così
È la vita ed è ora che cresci
Devi prenderla così

Vasco

Merlo

Canta merlo in do scuur dala necc
varda tut con i te ecc
impara a varèe
sola miserie dala noso pouro sgen
Canta merlo negro e stamm aren

Stam aren in do scur dala necc
vara in giir col cal e col frecc
impara a vardèe
la miserie da tutu la noso sgen
che l’as pieghe in tère e l’as difen

L’as difen col chér rasegò
la varda tut com che l’a pò
impara a varèe
dasorén apréu da sot e da daleisc
canta merlo negro an s’l’è mascheisc

gene

Postilla
Aspettavi solo questo momento per spiccare il volo
Mc Cartney